San Vito Lo Capo
Il mare cristallino, un paesaggio incontaminato, l'ottima cucina, la qualità del
territorio hanno fatto diventare San Vito Lo Capo una delle mete più
ambite per le vacanze in totale relax. Il paesaggio si presenta vario nei colori
e nelle sensazioni che donano la turista i segreti del buon vivere...
Le casette arabeggianti e il rumore di sottofondo del mare trasmettono un ritmo
lento che invoglia a concedersi il meritato riposo. L'ospitalità della gente e
degli opertatori turistici è sincera, pronti a offrirvi un'accoglieza familiare
e confortevole.
San Vito lo Capo è posizionata all’estremita' del Capo omonimo, sulla
punta di un promontorio che ad est guarda il Golfo di Castellammare ed e'
occupato in gran parte dalla Riserva naturale dello Zingaro, priva di
strade, ottima per lunghe camminate in un pesaggio naturalistico, ad ovest volge verso le Isole Egadi, visibili quando il cielo e'
terso.
San Vito Lo Capo è un piccolo paese di 3.600 abitanti, che si è fatto conoscere
in tutto il mondo non solo per le sue bellezze paesaggistiche ma anche per le
manifestazioni che ospista le quali hanno valenza internazionale come il Cous
Cous Fest, che vede come protagonista principale il cous cous preparato in vari
modi; Ma il cous cous non è soltanto un piatto tipico ma un punto di incontro
tra varie etnie e culture del mediterraneo che in questa manifestione unisce i
popoli in un'atmosfera di pace e festa.
Dinanzi al Paese vi e' una grande ed estesa spiaggia bianca, caratterizzata dalla
costa frastagliata che segue tutto il promontorio sui due lati, con numerose
piccole cale di ciottoli o di sabbia. Il lungomare esteso solo alla destra del
Paese ospita poche costruzioni, sul lato interno, per lo piu' alberghi e bar, e
d’estate è pedonalizzato come il Corso; il suo prolungamento si incrocia con la
Via del Secco e porta alla Tonnara e poi alla Riserva dello Zingaro. Pur se
presenta testimonianze paleolitiche e poi duecentesche, cinquecentesche e
seicentesche, il Paese e' in realta' un borgo marinaro relativamente recente; le
strutture pubbliche e sociali sono state realizzate negli ultimi decenni.
Fortunatamente, e' assente lo scempio edilizio di tante altre localita' marine
ed e' rispettato il divieto regionale di edificazione a meno di 300 metri dal
mare.
Traccie di storia millenaria
Della presenza umana a San Vito Lo Capo si hanno testimonianze risalenti l'anno
mille a.c. grazie ad alcuni reperti recuperati all'interno delle numerose
caverne ricavate nelle falesie di cui è ricca la costa. Altri resti di sepolture
ipogee risalenti ad un periodo successivo confermano la presenza d'insediamenti
di natura stanziale.
La storia di San Vito Lo Capo è legata in ogni modo a San
Vito Martire, un giovane patrizio nato a Mazara nel 286 d.c. da padre idolatra e
da madre cristiana morta qualche giorno dopo la sua nascita. Rimasto orfano
della madre, Vito fu allevato dalla nutrice Crescenzia che insieme al precettore
Modesto iniziò il bambino alla pratica del cristianesimo fino a farlo
battezzare. Durante le persecuzioni volute dall'imperatore Diocleziano, il
giovane Vito fu costretto ad abbandonare la città natia scappando nottetempo via
mare con Crescenzia e Modesto trovando rifugio nella baia di Capo Egitarso
[attuale Capo San Vito].
Qui continuò la sua opera d'evangelizzazione
convertendo al cristianesimo la popolazione del luogo, ma in seguito dovette
scappare anche da Capo Egitarso e riprendere insieme ai due educatori il suo
peregrinare che lo portò dalla Sicilia alla Campania e in Lucania compiendo
diversi miracoli. Vito morì giovanissimo il 15 giugno del 299 d.C. (o 304 d.C.).
I sempre più numerosi fedeli devoti al Martire Vito fecero erigere una cappella
che ha visto nei secoli numerosi interventi edilizi di ampliamento e
consolidamento fino a trasformarla nell’attuale Santuario-Fortezza (frequenti
incursioni di pirati corsari che imperversavano a quei tempi imposero questa
tipologia di costruzione) volti alla salvaguardia dei pellegrini che vi si
recavano per adorare il Santo. Nel XVIII secolo San Vito Lo Capo fu censita per
volere del Regio Governo che affidò terreni a chiunque intendeva bonificarli e
con l'obbligo della residenza. La giurisdizione di Erice di cui San Vito Lo Capo
faceva parte divise così il territorio in tre distinti borghi da abitare,
nascevano così San Vito Lo Capo, Macari e Castelluzzo. Ci vollero ancora 150
anni affinchè San Vito Lo Capo si distaccasse da Erice diventando Comune
autonomo grazie ad una legge Regionale del 1952, nacque così il Comune di San
Vito Lo Capo con annesse le frazioni di Macari e Castelluzzo.
Da visitare
Chiesa Madre del XIII secolo, sita sulla via principale: e' un santuario
fortificato nel 1545, con l'apparente carattere esteriore di una fortezza
tuttora in fase di restauro.
Museo del mare, sulla via principale, in fase di ristrutturazione.
Grotte Racchio e di Cala Mancina, raggiungibili a piedi, seguendo
la costa dopo il Faro: presentano incisioni del Paleolitico, rispettivamente
cervi e una figura antropomorfa. Cala Mancina e' molto bella ed agevole per la
balneazione o l'alaggio di piccole imbarcazioni.
Grotte Miceli (con incisioni lineari) e Scurati, in
localita' Scurati, 2,5 km sulla strada per Calampiso (grande complesso
alberghiero) e la Riserva dello Zingaro.
Tonnara abbandonata, sulla costa verso lo Zingaro, affascinante.
Porto peschereccio e Faro (quest'ultimo solo all'esterno
perche' e' zona militare) per il loro fascino antico.
Tempietto di S. Crescenzia (XVI secolo), sulla strada, poco prima
dell'ingresso del Paese.