A due passi da San vito lo Capo possiamo ammirare lo splendido golfo di Castellammare, le cui origini risalgono all’827 D.C.
Dominata a sud dal complesso montuoso dell’Inici, fra tutte le attrazioni naturalistiche di cui la cittadina è ricca, possiamo ammirare la Grotta dell’Eremità, meglio conosciuta come la Grotta del Cavallo, costellata di stallattiti e stallagmiti ancor oggi ben conservate.
Tra i vari monumenti di particolare importanza si segnala la settecentesca Chiesa Madre dedicata al culto di Maria S.S. Del Soccorso, patrona della città che viene festeggiata il 19-20-21 agosto per rievocare il Suo intervento miracoloso attuo a salvare la cittadina dal bombardamento del 13 luglio 1718 di 5 navi inglesi.
Qui troviamo la Riserva dello Zingaro con i suoi lembi residui di macchia mediterranea in cui sono presenti esemplari di palma nana e vegetazione endemica. A 7 km dalla città si trovano gli stabilimenti delle terme di Segesta, le cui acque sulfuree, ricche di minerali svolgono un’efficace azione terapeutica. Qui il territorio testimonia che le antiche origini sono legate al castello, posto su di un colle che sovrasta l’intero paese, il cui Teatro (costruito tra il III e il II secolo A.C.) e il Tempio dorico risalente alla metà del V secolo D.C., nochè i ruderi, tutt’oggi sono meta ambita di molti turisti. A pochi passi si trova il Santuario di Mango, all’interno del quale sono stati rinvenuti i resti di 2 templi dorici del VI e del V secolo A.C. Tra i rinvenimenti degli scavi più recenti si segnalano i resti della cinta muraria della città e la moschea del XII secolo. Tra i monumenti spirituali principali da visitare si segnalano: la Chiesa Madre, la Chiesa del SS Crocifisso, la Chiesa di San Michele, la Chiesa della Madonna del Giubino, patrona del paese.
Meta ambita di molti turisti è la città di Trapani, anticamente chiamata Drepanum, per la sua forma di falce. Molte sono le leggende legate alla fondazione di questa città. Tradizioni, usi e costumi sono da ricercare nella fusione delle culture che si sono incrociate e succedute nel corso dei secoli: dai Cartaginesi ai Romani, dai Bizantini agli Arabi, dagli Angioini agli Aragonesi, dagli Spagnoli ai Borboni, fino alla più recente, se tale può essere definita, liberazione della provincia ad opera di Garibaldi e dello sbarco dei Mille. Se c’è qualcosa che per i trapanesi rappresenta il legame con le proprie origini, quel qualcosa è la Processione dei Misteri che si svolge in occasione del Venerdì Santo. Venti gruppi scultorei in legno, tela e colla, raffiguranti la Passione e Morte di Gesù, vengono condotti a spalla, per quasi ventiquattro ore per le vie della città siciliana; un antico rito di origine spagnola che avvolge la città nel fascino del tempo. I Misteri sono diventati, oltre che un’evento di tradizione culturale e religioso da non perdere, parte integrante della città e dei cittadini stessi. Nel “Museo del sale” di Nubia è invece conservato tutto quello che riguarda la tradizione della raccolta e della cultura del sale di Trapani. Da Trapani proseguendo in direzione del Monte Erice, a 10 Km circa di strada in salita si trova i borgo medievale della città omonima: Erice. Qui le antiche mura di protezione elimo-puniche testimoniano ancora oggi l’accurata progettazione per la fortificazione cittadina del Mito di Venere e di Enea, che continua tutt’oggi nei mille popolari e nella venerazione dell’Assunta patrona della città stessa. Qui la natura rigogliosa e il paesaggio mozzafiato dominano dall’alto il panorama stupendo di Trapani.
A 30 km circa da Trapani, si trova Marsala, l’antica Lilybeo, città d’arte e cultura. Le sue origini risalgono alla distruzione dell’isola di Mozia (397 A.C.) ad opera di Dioniso, antico tiranno di Siracusa. Nel centro storico s’impone il barocco degli antichi palazzi che testimoniano le diverse dominazioni succedutesi nel tempo. Di Garibaldi e dei Mille si conservano preziosi documenti nel museo del Complesso San Pietro, cuore del quartiere ebraico. Da visitare la Pinacoteca del Carmine, il museo degli Arazzi fiamminghi e la chiesa di San Giovanni al Boeo con la Sibilla. Dal punto di vista archeologico si consiglia la visita al museo di Baglio Anselmi, ricco di reperti storici di immensa importanza, la Porta Nuova con testimonianze fenicio-puniche, nochè la chiesa dei santi Fabiano e Stefano, odierno Auditorium di Santa Cecilia. Incantevole è inoltre lo scenario della riserva naturale dello Stagnone, che tra saline e mulini a vento le barche conducono nella splendida isoletta ricca di testimonianze archeologiche di Mozia. Mozia fondata dai fenici nell’VIII secolo A.C. è situata in una laguna, difesa da una cinta muraria corredata di torri e bastioni. Qui il ritrovamento più antico è la necropoli arcaica ove sono venute alla luce centinaia di sepolture a cremazione, con ricchi corredi di vasellame punico e protocorinzio, armi, gioielli, ecc.
Localizzata a pochi km in direzione Sud, tra colline e mare, tra pianure e corsi d’acqua scopriamo la splendida cittadina di Castelvetrano, le cui testimonianze storiche vanno dal Gotico al Rinascimento, dal Barocco al Neoclassicismo. Tra i monumenti di indiscusso prestigio architettonico segnaliamo le chiese di: San Francesco, San Domenico e della Madrice. L’itinerario naturalistico ancora una volta testimonia i resti di un antico mondo contadino che ha lasciato spazio all’odierna urbanizzazione, senza però mutare l’eterna bellezza dell’oasi della valle del Belice o delle cave di pietra dalle quali è stato tratto gran parte del materiale per costruire Selinunte.
Perla del Mediterrano per l’indiscusso prestigio archeologico, il paesaggio di Selinunte, testimonia la fusione della cultura greca con quella fenicia-punica. Rivale di Segesta e di Mozia dopo oltre 2 secoli di gloria e splendore comprovante lo stile dorico, fù distrutta da Cartagine, perdendone perfino il nome per molto tempo.
Altre splendide mete obbligatorie da visitare sono le Isole Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) suggestive e incantevoli angoli di natura incontaminata coccolate dal mare e baciate dal sole.
Favigna, che i Greci chiamavano Aegusa ed in epoca medievale prese l’attuale nome dal vento Favonio, assomiglia ad una grande farfalla le cui ali sono accarezzate dalle incontaminate acque che la circondano. Approdando al porto non si possono non ammirare l’eleganza architettonica del Palazzo Florio mentre seguendo la strada principale, si arriva nella Piazza Madrice, cuore del paese. Fuori dall’abitato il paesaggio che si prospetta è ricco di zone naturalistiche, talvolta anche arido e rude nell’entroterra, le cui grotte testimoniano ancor oggi graffiti e incisioni preistoriche, ma dirigendosi in direzione del mare si rimane stupiti per le rigogliose coste che si ergono e i cristallini fondali che si possono ammirare anche dall’alto. Cala Rossa, Cala Azzurra, Grotta Perciata, Cala Stornello, Lido Burrone, Cala Rotonda, ecc.. rappresentano le perle che quest’isola mostra ai propri visitatori per l’indiscusso gioco di luci e colori nonchè i profumi che sprigionano. Altra attrattiva di particolare rilievo qui nell’isola è la mattanza, cioè la pesca del tonno, avviene in primavera durante il periodo di migrazione di questi pesci. La tonnara, formata da più reti stese dalla superficie al fondo marino, viene dispostea in modo da convogliare i tonni verso la parte di rete chiusa sul fondo, detta “camera della morte”. Le barche dei “tonnaroti” si dispongono attorno alla “camera della morte” e comandati dal “rais” (il capo dei pescatori), iniziano a sollevare la rete che costituisce la base della camera constringendo i tonni ad affiorare in superficie, in modo tale da essere arpionati con dei lunghi e robusti uncini di ferri e caricati in barca, pronti per essere successivamente lavorati.
A poche miglia marine da Favignana, si erge la meravigliosa isola di Levanzo, in cui si perde la cognizione del tempo di fronte alla bellezza del paesaggio, per certi versi ancora incontaminato, del mare. Qui i pochi residenti condividono festosamente a michevolmente la propria terra con i migliaia di turisti che ogni hanno forniscono nuova linfa vitale all’isola dal punto di vista economico e culturale. Cala Dogana, Cala Calcara, la Grotta del Genovese, Cala Fredda, Cala Minnola, ecc.. ancora una volta offrono un invitante attrattiva per coloro che sono alla ricerca di forti emozioni naturalistiche.
La più piccola delle isole Egadi è Marettimo, isola sacra per i Greci. Approdando nello scalo nuovo si ha l’impressione di essere sovrastati dall’incombente montagna, che in realtà invece offre riparo dai gelidi venti invernali mentre lo scalo vecchio resta ancora un piccolo porticciolo di pescatori. Allontanadosi dal paese ci si imbatte nelle rovine di una costruzione romana e di un piccolo tempio risalenti ai primi secolo dell’era cristiana. Cala Marino, Cala Bianca, Cala Bombarda, la Grotta del Perciato, Punta Spinone, Punta Libeccio, Punta Bassa, lo Scoglio del Cammello posto vicino alla riva, quasi all’ingresso della Grotta del Cammello, sono alcune dei meravigliosi posti che si possono visitare su quest’isola in un mare di luce.
Pantelleria emersa dalla sommità di un vulcano sottomarino, è l’isola più distante della provincia di Trapani. Ricca di colline è caratterizzata da montagne formatesi da crateri minori – cuddie – che tavolta conservano l’aspetto di bocche vulcaniche come il Monte Gibele, Cuddia Mida, Cuddia Rossa, Cuddia Bruciata. Nera di Pietra lavica e ossidiana, resta comunque molto rigogliosa dal punto di vista vegetativo, con massiccia presenza di macchia mediterranea e di profumi sprigionati dall’innumerevoli piante aromatiche presenti quali: rosmarino, basilico, menta e soprattutto dai capperi. Le testimonianze più antiche risalgono dai Fenici ai Romani, dai Bizantini agli Arabi, dai Normanni ai Vandali. I Sesi furono il primo popolo ad abitarvi, ma l’architettura che lasciò il segno più tangibile è rappresentato dalla presenza di antiche costruzioni, dette dammusi.

